Torneo della Disputa, la squadra di Teramo si qualifica per le finali. A L’Aquila la sfida tra gli studenti dei licei Delfico e Milli e quelli del Cotugno

È stata la squadra dell’Ordine degli Avvocati di Teramo ad aggiudicarsi la sfida territoriale del Torneo della Disputa - Dire e Contraddire, conquistando l’accesso alle finali nazionali. La gara si è svolta venerdì scorso nell’aula di Assise della Corte d’Appello dell’Aquila e ha visto confrontarsi gli studenti e le studentesse del Liceo classico “Domenico Cotugno” dell’Aquila con quelli dei licei “Melchiorre Delfico” e “Giannina Milli” di Teramo.

Al centro del dibattito la celebre frase di Albert Einstein: “La pace non può essere ottenuta con la forza, può solo essere raggiunta con la comprensione”. Gli studenti hanno dato prova di notevoli capacità oratorie, sostenendo le proprie argomentazioni e contro argomentazioni con efficacia comunicativa, spirito critico e grande consapevolezza del tema affrontato.

La sfida ha rappresentato un importante momento di confronto tra studenti, docenti e avvocati dei Consigli degli Ordini coinvolti nel progetto, in un clima partecipato e ricco di entusiasmo. La squadra teramana parteciperà ora alle finali nazionali del Torneo, in programma il 21 maggio a Roma, nella sede del Consiglio Nazionale Forense.

Nelle sfide finali gli studenti saranno chiamati a confrontarsi su due citazioni: quella della senatrice Liliana Segre - “L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte” - e quella di Eleanor Roosevelt sull'origine dei diritti umani universali e sul loro valore nella vita quotidiana.

Gli studenti e le studentesse del Liceo classico “Melchiorre Delfico” e del Liceo “Giannina Milli” di Teramo che hanno partecipato alla gara svoltasi a L’Aquila sono: Giulia De Flaviis, Christian Carpineta, Anna Piersanti, Francesco Carosi, Marco Canosa, Beatrice Celeste Vallorani e Gabriela Matei.

«Il Torneo della disputa rappresenta un’esperienza formativa di grande valore - dichiara Antonio Lessiani, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Teramo - perché permette agli studenti di confrontarsi su temi fondamentali per la vita democratica, esercitando il pensiero critico e la capacità di argomentazione. Vedere tanti giovani impegnarsi con passione nel dialogo e nel confronto è il segnale più positivo per il futuro della cultura della legalità».